La
contaminazione da PFAS ha compromesso alcune delle
principali fonti di approvvigionamento idrico della Regione del Veneto, rendendo necessaria la loro
dismissione. Si è pertanto reso indispensabile individuare
nuove risorse idriche, prive di contaminazione e conformi agli standard qualitativi previsti dalla normativa vigente.
In tale contesto si inquadra l’intervento in oggetto finalizzato a
connettere il sistema acquedottistico di Recoaro Terme alla consortile della Valle dell’Agno, garantendo una
portata supplementare complessiva di 40 l/s,
attraverso la realizzazione di una nuova condotta di adduzione, lunga
circa 6.4 km in ghisa DN 300, il cui tracciato è stato definito e analizzato attraverso la valutazione di
tre alternative progettuali.
Le tre alternative sono state confrontate mediante
Analisi Multicriteria (AMC) basata di 5 criteri: impatto paesaggistico/ambientale/geologico, interferenze con sottoservizi e altre opere previste, funzionalità dell’opera, costo, impatti e criticità in fase di cantiere. In particolare è stata posta particolare attenzione a:
- presenza di fenomeni franosi lungo il versante destro del torrente Agno;
- interferenze con sottoservizi (gas, elettricità, telecomunicazioni) lungo le strade;
- attraversamenti di corsi d’acqua soggetti a vincolo idrogeologico e fasce di rispetto;
- coordinamento con il progetto comunale della pista ciclabile Agno-Guà.
I risultati dell’AMC hanno evidenziato che l’alternativa preferibile è quella che prevede il
passaggio della condotta su circa
2.1 km di terreno agricolo e su circa
4.3 km di strada provinciale e comunale in ragione della:
- minore esposizione al rischio franoso;
- migliore accessibilità per la manutenzione;
- minore durata stimata dei lavori:
- indipendenza dai tempi di realizzazione della pista ciclabile comunale.